Luci e ombre del sistema scolastico inglese, a vent’anni dall’inizio di una stagione di riforme, che ha introdotto un articolato sistema di valutazione e modificato in modo profondo la condizione professionale degli insegnanti. Un contributo degli esperti della London School of Economics.

Dal 1988 la scuola inglese è stata profondamente cambiata da una stagione di riforme, avviate dal governo Thatcher e proseguite anche negli anni di Tony Blair. L’idea di fondo è stata di introdurre meccanismi di “quasi mercato” nel sistema scolastico pubblico e di dare maggiore autonomia alle singole scuole, a partire dalla gestione del personale docente, sottoponendo al tempo stesso i loro risultati al vaglio di un articolato sistema di valutazione nazionale. Anche le carriere e le retribuzioni degli insegnanti hanno subìto in questi anni significativi cambiamenti.
Per la sua carica innovativa, ma anche i suoi esiti spesso controversi, il caso inglese può fornire diversi insegnamenti utili per il futuro della scuola italiana.
Tre ricercatori della London School of Economics hanno preparato, in vista del Rapporto della Fondazione Agnelli, un report ricco d’informazioni e di spunti critici.

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