Successo del workshop per i ragazzi delle scuole primarie promosso da Fondazione Agnelli, CentroScienza Onlus e USR Piemonte

Circa 200 alunni delle scuole primarie delle province di Torino, Asti e Cuneo, accompagnati dalle loro insegnanti, si sono dati appuntamento il 17 marzo nell’aula magna del Politecnico di Torino per prendere parte ROBOTIME, VI edizione del workshop di divulgazione scientifica I ragazzi delle scuole primarie del Piemonte incontrano la grande scienza, quest’anno dedicato alla robotica.

Il workshop è stato promosso e organizzato dalla Fondazione Giovanni Agnelli, che l’ha ideato nel 2010 insieme  a CentroScienza Onlus e all’ Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, con il supporto quest’anno del Politecnico di Torino, che ha anche ospitato l’iniziativa e coinvolto attivamente nel programma docenti, ricercatori, studenti e … robot.
Hanno, inoltre, dato il loro contributo all’iniziativa FabLab Torino, laboratorio di fabbricazione e sperimentazione digitale, che ha collaborato con il Politecnico all’ideazione e realizzazione delle attività interattive del workshop e – con l’aiuto di studenti degli istituti superiori torinesi appartenenti alla Rete Robotica a Scuola – nei giorni precedenti al workshop ha incontrato nelle loro scuole tutte le classi di IV e V elementare coinvolte per preparare al meglio l’iniziativa; Arduino, la piattaforma open source le cui schede elettroniche hanno permesso di programmare e guidare i piccoli robot utilizzati dai ragazzi nei loro esperimenti; Comau SpA, che ha contribuito alla giornata con il proprio robot di ultima generazione Racer3; l’ Istituto Italiano di Tecnologia, che ha messo a disposizione il prototipo di mano robotica poliarticolata sviluppata dal laboratorio di Rehab Technologies, insieme al Centro Protesi INAIL, per fornire una protesi versatile nei movimenti a un costo accessibile.
Al workshop ha partecipato il Vicepresidente della Fondazione Agnelli, John Elkann. I piccoli ospiti sono stati accolti dal Vicerettore per il Trasferimento tecnologico del Politecnico, Emilio Paolucci.
La proposta di quest’anno ha voluto avvicinare i ragazzi della scuola primaria alla scienza interdisciplinare che si occupa della progettazione e dello sviluppo di un robot. L’attività laboratoriale con gli alunni è stata pensata come motore della curiosità e della scoperta per suscitare l’interesse e la familiarità verso uno dei più campi più affascinanti della ricerca scientifica e della sperimentazione ed applicazione tecnologica dei nostri giorni.

Il rapporto “The Future of Jobs” presentato al World Economic Forum di Davos ha confermato che questi anni vedranno una crescita senza precedenti della robotica: 28 miliardi di dollari il valore degli investimenti nel 2015, destinati a crescere a 152 miliardi di dollari entro il 2020. Negli ultimi 6 anni la sola Europa ha finanziato più di 120 progetti di ricerca avanzata nel settore della robotica, con più di 600 milioni di euro di finanziamento. Fra il 2012-2016 la robotica si stima abbia creato fra 0,9 e 1,5 milioni di posti lavoro nel mondo; la previsione per il prossimo quadriennio è di un’ulteriore crescita fra 1 e 2 milioni di posti di lavoro.
Se i robot industriali, i primi ad essere stati sviluppati, hanno ormai un vastissimo impiego in tutti i settori della produzione con decine di applicazioni differenti, gli esperti ritengono che il prossimo grande trend di sviluppo tecnologico si orienterà anche e soprattutto ai robot per uso privato. Già nei prossimi dieci anni si prevede che negli Stati Uniti una famiglia su dieci possiederà un robot in casa. Dove robot non significa semplicemente un sistema elettromeccanico di aiuto, ma anche un social robot, in grado di partecipare a emozioni, stati d’animo e gestione delle situazioni propriamente umane. Quando la robotica era esclusivamente industriale era ragionevole considerare determinate conoscenze come specialistiche e riservarle a specifici percorsi di formazione. Ma si sta aprendo l’era della robotica domestica ed è perciò necessario che almeno una parte delle conoscenze entrino a far parte di quel sapere di base che permetterà ai ragazzi di comprendere ed essere nel prossimo futuro protagonisti attivi di una nuova rivoluzione della quotidianità.
L’Italia è tra i primi paesi nella ricerca come pure nella produzione di robotica industriale, dove è il secondo mercato europeo, dopo la Germania, ed occupa il settimo posto al mondo. Ben 77 industrie italiane sono riconosciute tra le top mondiali, con Torino che – come in molti altri settori – anche in questo caso svolge un ruolo di avanguardia, in particolare, con Comau. Università come il Politecnico di Torino ed enti di ricerca come l’Istituto Italiano di Tecnologia sono centri d’eccellenza per lo sviluppo innovativo in tutti i settori della ricerca robotica.
Tra i tanti possibili esempi di robot industriali e domestici nel corso del workshop i ragazzi hanno avuto modo di sperimentare anche quelli proposti dal team del Laboratorio di Neuronica del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni, coordinato dal Prof.Eros Pasero; in particolare, hanno potuto avvicinarsi all’autonomus driving, la guida automatica, costruendo piccole google cars e hanno familiarizzato con il concetto di social robot, realizzando piccoli robot in grado di dimostrare emozioni. Piccoli robot, ma che stanno alla base degli sviluppi attesi nei prossimi anni.
Dopo le precedenti edizioni – dedicate alla chimica, alla matematica e alla statistica, alle scienze dell’acqua, al rapporto fra scienza e sport, con il coinvolgimento dal 2010 al 2015 di già quasi 2000 bambini da tutto il Piemonte – anche il workshop del 2016 ha quindi voluto dare un contributo – giocoso e divertente, ma crediamo mai semplicistico – al potenziamento e alla diffusione dell’educazione scientifica, che sono priorità condivise delle politiche europee: poiché ricerca e innovazione sono riconosciute come basi necessarie della crescita della società e dell’economia degli stati membri, l’interesse per la scienza e per le carriere scientifiche va stimolato precocemente attraverso azioni che coinvolgono ragazze e ragazzi sin dai primi anni di scuola.

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    La_Stampa_18_02_2016